Abbinamento zeppola e caffè

Abbinamento zeppola e caffè
La zeppola di San Giuseppe è uno dei classici della pasticceria napoletana, che evoca immediatamente i valori della famiglia, della festa e della tradizione. Le sue origini conducono, addirittura, all’antica Roma, quando frittelle semplici venivano immerse nello strutto bollente e vendute per strada. Secoli dopo, quel profumo ha continuato a sedurre viaggiatori e intellettuali. Persino Goethe, nel suo “Viaggio in Italia”, racconta l’incanto dell’aroma di queste fritture golose che si spargeva per le vie e le piazze, di Napoli, trasformando la città in un teatro di aromi. Oggi la zeppola la si trova tutto l’anno. Nasce, però, legata a una data precisa: il 19 marzo, festa di San Giuseppe e del papà. Da qui il nome e l’abitudine—ancora viva—di portare a casa un vassoio di zeppole da condividere.
Tecnicamente, la zeppola è un bignè (di pasta choux) farcito con crema pasticcera e guarnito in cima da un’amarena o una ciliegia. Può essere cotta al forno o, in aderenza alla tradizione degli antichi “frittaroli”, per l’appunto fritta in olio bollente (che con il tempo ha sostituito lo strutto). La zeppola al forno è più leggera e ariosa mentre quella fritta è dal gusto più intenso e avvolgente. Entrambe comunque ti conquistano sin dal primo morso. Per entrambe la crema ha un ruolo determinante con la sua consistenza vellutata, la sua dolcezza e i sentori di uovo e vaniglia.
Zeppola e caffè con la moka
Ed è proprio qui che entra in gioco il caffè più adatto da abbinare alla zeppola di San Giuseppe. Noi consigliamo quello preparato con la moka.
Primo motivo
Il primo motivo è culturale, legato alla festa del papà: in tutte le case napoletane, il momento del dolce è accompagnato, tradizionalmente alla proverbiale tazzina di caffè preparata tradizionalmente con la moka. Tutti aspettano il momento più adatto per festeggiare il proprio papà “aprendo” il cartoccio delle zeppole di San Giuseppe per gustarle, fritte o al forno, unitamente ad un buon caffè. Un momento di condivisione dell’intimità familiare.
Secondo motivo
Il secondo motivo è più tecnico. Con dolci a base crema e, soprattutto, con un bignè se fritto un caffè troppo aromatico, troppo acido o eccessivamente profumato (è quello con la moka non lo è!), rischia di creare confusione nel gusto. Serve invece un compagno capace di fare ordine, di “tagliare” e bilanciare. E l’amaro gentile e deciso di una moka ben fatta è, a maggior ragione, l’abbinamento ideale.
Nel caffè napoletano—scuro, corposo, ricco—si ritrovano spesso note di cacao, nocciola, pane tostato, cioccolata. Sono aromi che non competono con la crema: la completano. È il famoso ponte aromatico. La tostatura richiama la doratura della zeppola, le note di frutta secca abbracciano la crema, il cacao e la cioccolata dialogano con l’amarena finale. E mentre la dolcezza tende a espandersi al palato, il sorso di caffè riporta equilibrio, asciuga, rilancia il boccone successivo.
In conclusione, quindi, l’abbinamento zeppola e caffè è qualcosa da provare!
In fondo, però, zeppola e caffè sono anche una scusa, un pretesto per stare insieme a tavola serenamente. Contendersi l’ultima amarena e dedicare un momento informale ma sincero, al proprio papà.
Michele Sergio
Articolo pubblicato su Il Roma il 17 marzo 2026




